Buondì a Tutti Voi. Qualche tempo fa, mi sono trovato per le mani, o meglio per gli occhi, l’e-book di un noto Opinionista TV, nonchè Giornalista di una nota Testata Sportiva, di cui ometterò il nome ma che i più Esperti di Voi, riconosceranno con tutta probabilità, man mano che svilupperò il contenuto di questo mio EditoriArt del Blog.
Da qui a seguire, premetto che adoperò del virgolettato, laddove dovessi riportare delle frasi contenute del predetto e-book e nel completo rispetto della totalità dei diritti del copyright, di chi dovesse riconoscere il possesso di quel materiale (il riporto di porzioni di scritto in esso contenute, la menzione in genere, etc.).
Viceversa, troverete tra parentesi il testo relativo al mio commento personale e parere, circa l’affermazione ‘sovrastante’ dell’Autore, dal cui e-book oggi ho deciso di prendere spunto per questa nostra discussione che spero Vi risulti di spunto interessante.
Tutto ciò al semplice e puro fine, di poterne discutere assieme (Studio&Analisi) per comprendere se questa ‘route‘ alternativa tra le mille, sulla via che cerchiamo di percorrere ogni giorno alla ricerca della tanto agognata Scommessa Vincente, possa essere o meno, se non la Soluzione Definitiva al Problema “Vittoria“, almeno fonte di Riflessione ed Ispirazione, circa il nostro Stile di Elaborazione “non banale” (sempre fallace), dei Pronostici di Gioco.
Ricordiamo infatti che riuscire in questa “Pratica Ostile” rappresentata dalle Scommesse (nel nostro caso calcistiche ma il principio vale in generale), è SEMPRE il frutto di Studio ed Analisi, di tutto quanto la Materia possa metterci a disposizione in termini di Calcoli, Tecniche, Prove&Tentativi, Teorie e Metodi, Statistiche, Probabilità ed Indagini. A disposizione essi e già magari illustrati/testati da chi prima di noi provandoli, ha voluto illustrarcene Pregi&Difetti, in quanto ritenuti Validi.
A noi alla fine, l’azione di tirare le fila di tutto quanto Appreso e Fatto Nostro, Interpretarlo, aggiungergli due Pizzichi di Fiuto, uno di Fortuna e provare a Vincere, regalandoci finalmente quell’Emozione che tanto ci piace, proprio perchè non frequente ahimè (specie riguardo le Ambite, Grandi Cifre, che desidereremmo per il Nostro Carniere).
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“il metodo più sicuro per “perdere” alle scommesse è quello di affidarsi alla “logica” (presunta tale) del calcio“
(un must, anche secondo me e che appoggio in toto, concettualmente)
“occorre tentare di guadagnare alle scommesse… scientificamente”
(personalmente ritengo – alla stregua del Fautore di questa Teorizzazione – che non sarà certo essa, a Risolvere definitivamente ogni Difficoltà di sorta a conseguire il Risultato che ci prefissiamo: VINCERE !!!… ma che di certo, contribuirà a creare una buona Base di Partenza)
“noi non dobbiamo fare pronostici ma, al contrario, speculare sui pronostici degli altri”
(c’è stato un periodo in cui anch’io come l’Autore della Citazione di cui su, ho fatto mia questa idea ma forse a quel tempo ed in quel caso, NON sono stato abbastanza bravo ad applicarla con profitto)
“Ciò che ci dobbiamo prefiggere, è ‘monetizzare’ gli errori di valutazione a cui normalmente vanno incontro quasi tutti gli scommettitori (e qualche volta anche gli stessi bookmakers). Vi ricordo che il nostro compito non è scommettere ma speculare”
(facile a dirsi, da Tipster a farsi)
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La scelta delle quote:
“Uno scommettitore abituale che non si preoccupi di spuntare le quote migliori, è come un imprenditore (tant’è che di solito fa la stessa fine!) che non si preoccupa del costo delle forniture e acquista a qualunque prezzo, dal primo che passa”
(essere approssimativi, nel Lavoro come nella Vita, nel Gioco come coi Sentimenti, in definitiva… NUOCE E COMPLICA IL CAMMINO DI OGNI PERCORSO ESISTENZIALE)
“Accontentarsi è forse una buona norma per chi intende condurre una vita tranquilla e priva di ambizioni, ma non certo per chi si cimenta in un gioco/lavoro con il proposito dichiarato (e purtroppo quasi mai ‘reale’) di voler guadagnare”
(nulla da eccepire a riguardo, anche se un pensiero personale, è e rimane quello e mi riferisco nella fattispecie al discorso del gioco-lavoro. Purtroppo troppo spessi abbiamo visto ed anche discusso in questa sede del grave problema patologico cui potenzialmente si esprime giornalmente qualunque Giocatore d’Azzardo. Per cui cercare di trarre da tale Pratica una sorta di Lavoro, lo vedo un Tentativo molto Rischioso e che può portate con se Gravi Conseguenze per chi ci si provi)
“(…) è proprio chi dispone di risorse economiche piuttosto limitate che può (anzi: deve, altrimenti non sopravvive) trarre i vantaggi più evidenti da un gioco intelligente e
(Karma, Nemesi ?… boh… cosi ci si addentra in un discorso troppo filosofico e da cui rifuggo per evitare di non rimanere in tema: Le Scommesse)
scientifico (…)”
Postulato Pratico 1&2:
“una cosa è “vincere” nel senso più generico del termine, un’altra cosa è “vincere” nel senso preciso di “guadagnare nel tempo”
- “Il cosiddetto “intenditore di calcio” vince (relativamente) spesso puntando sugli esiti più scontati, ma certamente non guadagna alla lunga, anzi, è il ‘pollo’ preferito dai bookmakers”
(no comment volontario a riguardo: ma certamente le esperienze personali che si vivono nella propria esistenza e giorno per giorno, sono sempre nel bene e nel male condizionanti. E’ il risultato dei successi e delle sconfitte conseguite durante il suo scorrere in definitiva a dare il la, riguardo il nostro agire futuro e con l’eventuale bruciore delle cicatrici sulla NOSTRA pelle, che si rischia)
“Ed il fatto di vincere (relativamente) spesso, consolida la sua idea di ‘superiore capacità di analisi sportiva’, facendogli dimenticare di essere in buona compagnia con qualche altra decina di milioni di ‘intenditori’ altrettanto capaci (e altrettanto perdenti!). L’idea di poter guadagnare in base a chissà quale esclusiva ‘dote magica’, naturale o acquisita che sia, è alla base di un delirio molto ricorrente – e non per questo meno illusorio – all’interno del genere umano e, in maniera piuttosto accentuata, fra gli scommettitori”
(personalmente posso dire che l’ottusità umana e mi ci metto in mezzo, non conosce limiti: spesso si parla di muli o asini, ma la bestia più presuntuosa e arrogante che io abbia mai visto, siamo proprio noi. In buona sostanza, molto spesso ho visto azioni sbagliate (parlo di tecniche di gioco e non solo), perpetrate incaponendosi, sino alla bancarotta ed esclusivamente per non voler ammettere in tutta umiltà, la necessità di un cambiamento di rotta nella strategia adottata, ad esempio)
“Occorrerà aprire diversi conti gioco e confrontare le quote offerte di volta in volta dai vari bookmakers per approfittare delle occasioni migliori, senza altri condizionamenti che la logica e la convenienza ci suggeriscono”
(L’opportunità di potersi avvalere di una forbice ampia di offerta circa le quote di un determinato evento, è alla base della scelta di operare di volta in volta con uno o l’altro Providers disponibile e dopo attenta ed oculata valutazione di opportunità)
“ritengo la ‘doppia chance’ un sintomo evidente della sottovalutazione di cui parlavo: molto meglio è giocare i due segni su gestori separati perché quasi certamente si arriva a spuntare una quota complessiva, assai più conveniente”
(no comment: ogni volta che lo troverete scritto, esso starà a significare che non intendo ovviamente, pronunciarmi sull’asserzione dello scrivente ma non necessariamente perchè io ne prenda le distanze. Il che potrebbe anche essere, sebbene ciò da cui voglio preservarmi nello specifico, è il rischio di aprire con la mia eventuale dissertazione in merito, una o più lunghe parentesi e disgressioni, foriere di confusione. Ciò potrebbe condurre la discussione fuori focus)
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Tra quali Incontri occorrerà scegliere ?
“Un elemento altrettanto importante della scommessa speculativa consiste nell’evitare il gioco sugli incontri più “equilibrati”, dove la quotazione dei diversi esiti (poniamo “1”, “x” e “2”), non evidenzia particolari scostamenti fra minimo e massimo. Puntare sulle partite dominate dall’incertezza è, quasi sempre, un vero e proprio “suicidio probabilistico”
(amen = no comment)
“Intanto bisogna riflettere sul fatto che la “quota equa” (ossia calcolata matematicamente) di 3 segni aventi – ipoteticamente – la stessa probabilità dovrebbe essere pari a 300 per ciascun segno, laddove invece i primi due segni grosso modo si compensano, ma sul terzo segno emerge chiara l’entità dello svantaggio complessivo”
(per chiarimenti circa la definizione di cui su, si legga all’interno di questo Blog, l’Articolo relativo l’Aggio del Provider)
“la matematica di solito è più brava – e più precisa – degli “intenditori di calcio”
(indubbio ed assodato)
“In parole povere, puntare su situazioni equilibrate significa esasperare l’elemento “casuale”, e consegnarsi mani e piedi a una situazione di pesante svantaggio matematico che rende inesorabile la perdita”
(a ri amen)
“Alcune particolari tipologie di puntate (come quelle del tipo ‘under/over’ o ‘gol/no gol’), rientrando inevitabilmente nella categoria degli esiti equilibrati, sono pesantemente ed irrimediabilmente svantaggiose, eppure incontrano il favore della gran massa degli scommettitori “perdenti” (che, evidentemente, sono tali per una serie di ragioni ben precise)”
(no comment ‘again’)
“Ogni situazione ‘equilibrata’ ci consegna, assolutamente indifesi, nelle grinfie di una situazione nettamente sfavorevole, contro la quale ogni lotta è già persa in partenza”
(scelte)
“Per avere ragione di un avversario (il Banco) così forte e agguerrito, bisogna dunque agire d’astuzia, provvedendo a mettere a nudo i suoi punti deboli e ad approfittarne sapientemente”
(laddove se ne abbiano le capacità ed una Tecnica/Strategia, Funzionanti e Comprovate sul Campo. Diversamente resta solo il bla.bla.bla.)
“E allora cominciamo a valutare “dove” si trovano questi punti deboli, di cui il Banco è perfettamente consapevole ma, giustamente, non ha ragione di preoccuparsi troppo, forte della consapevolezza che il suo vantaggio non può essere intaccato da uno sparuto gruppetto di “professionisti”, che anzi sono addirittura graditi in quanto contribuiscono a far diminuire il rischio complessivo del Gestore”
(quoto)
“Il punto debole del Banco può essere costituito dalle partite molto ‘sbilanciate’, quelle in cui cioè, un dato esito è molto, molto più probabile degli altri”
(è questa la Teoria dell’Autore che io insieme a Voi, mi limito ad analizzare assieme per poterne cogliere se esistono, i pro ed i contro, magari anche a mezzo dell’applicazione pratica dei concetti che vengono esposti e sul campo pratico dell’attuarli)
“Un’osservazione superficiale potrebbe far supporre che le partite “facili” siano nemiche del Banco, dal momento che il verificarsi di troppi risultati scontati fa vincere molti scommettitori, e quindi costringe talvolta il bookmaker a pagare più di quanto ha incassato”
(l’impressione – lo confermo personalmente per quella che è stata ed è la mia esperienza personale nel campo – è Vera, nonchè rappresentativa del sentire comune a riguardo: e mi riferisco al ‘Superficiale‘)
- “Ma è vero esattamente il contrario (se così non fosse i Gestori non incoraggerebbero a suon di ‘bonus’ il gioco su lunghe sfilze di partite “facili”): a fronte di qualche inevitabile piccolo esborso, la prospettiva si ribalta clamorosamente quando ci sono molte “sorprese”, e il Banco arriva a fare letteralmente “piazza pulita” di tutte (o quasi) le puntate”
(anche questo risulta accertato dalla realtà degli venti cui si fa riferimento e come ‘cartina al tornasole’ degli interessi del Bookmakers; della sua Tecnica di Spinta ed Orientamento del Better verso Scelte comode al Primo e non ultima le Strategie di Studio Scientifico Comportamentale, relative il Giocatore d’Azzardo Tipo e la sua Emozionalità)
“Il guadagno del Banco, del resto, è sempre sostanzialmente uguale (a parità, evidentemente, di “vantaggio matematico”), ma si concretizza in modo diverso: sulle partite “equilibrate”, di cui abbiamo parlato prima, tende a dipendere poco dall’esito effettivo dell’incontro: qualunque segno venga fuori la “mietitura” è sempre tendenzialmente in linea con i coefficienti stabiliti; sulle partite “facili”, invece, il venir meno del segno più probabile (o, meglio, più “giocato”: i concetti sono assai diversi, ma nel caso di incontri molto sbilanciati tendono a coincidere) opera quasi immancabilmente un severo “taglio” sulle potenziali vincite degli scommettitori, e quindi rende un grosso servizio al Banco”
Confermato (e sempre a mio parere ed esperienza guadagnata grazie alle mille bolle perse ed ai soldi buttati con esse) !
“Infatti, la massa degli scommettitori (‘intenditori di calcio’ in prima fila) punta quasi sempre – sbagliando – sugli esiti nettamente più probabili, sicché i bookmakers – giustamente (dal loro punto di vista) – tendono ad abbassarne le quote, per due ottime ragioni: 1) Il contenimento del rischio; 2) La consapevolezza del fatto che catturare scommesse “a prezzi stracciati” è il primo grande segreto delle loro fortune”
Anche qui: Vero e Sottoscritto !!!… Sacrosanto a dir poco !!!…
“Raramente il segno più conveniente presenta una quota inferiore a 1,35”
(no comment… anche dal punto di vista statistico-matematico. Sopratutto per il valore numerico PRECISAMENTE indicato come Valore Cancelletto)
“A testimoniare che i bookmakers, come già si era intuito, non usano assegnare agli esiti molto probabili una quota “conveniente”, e verosimilmente neanche una quota equa, bensì una quota tale da scoraggiare – senza peraltro riuscirci – un’eccessiva concentrazione delle puntate (che potrebbe esporli ad esborsi più frequenti, ma non certo ad un maggior rischio di perdita, anzi!)”
(No Comment !!!)
“Dovremmo dedurne che le altre quote – quelle inferiori a 1,40 o superiori a 2,50 – sono tendenzialmente ancora “più svantaggiose” delle altre, e quindi assolutamente da evitare”
(Secondo la Teoria dello Scrivente, si. Io non commento)
“Con una precisazione: mentre le quote molto elevate sono più difficili da catalogare (perché non è facile inquadrarle all’interno di segmenti omogenei) e quindi le statistiche ad esse relative sono meno “solide”, le quote molto basse dimostrano invece di essere quasi inevitabilmente svantaggiose”
(no comment)
- “Ma in realtà una quota di 1,11 (prob. del 90%) non esprime necessariamente la probabilità effettiva; esprime semplicemente la necessità del Banco di adeguarsi alla pressione insostenibile delle scommesse caricate su quel dato evento”
(E’ cosi, ma secondo me …)
“Ma quasi sempre (potremmo anche togliere il ‘quasi’) la valutazione fatta dagli scommettitori (specie se ‘intenditori di calcio’ o tifosi) è di tipo emotivo, e si presta ad esasperazioni a volte assurde”
Umanamente molto Realistico & Veritiero… purtroppo…
“Vediamo così che lo scompenso fra la presunta “quota equa” (1,25) e la “quota proposta” (1,11) determina per il Banco un guadagno (e per il giocatore una perdita) di 1.120€ in media ogni 10 giocate da 100€. Scusate se è poco !”
(Matematicamente Corretto)
“Per contro – esasperando il concetto – ci può essere il fatto che il segno “2” dell’esempio precedente, sia pagato a 20,00 (come se avesse il 5% di probabilità), avendone invece, in realtà, un 8% (nel qual caso avrebbe dovuto essere pagata a 12,50)”
(Giusto)
“In questo caso il giocatore che scommettesse proprio su questo evento (il meno probabile) vincerebbe – è vero – solo una volta su 12,5 tentativi, ma in compenso incasserebbe 20 volte la posta (anziché, appunto 12,5), e “guadagnerebbe” in media 7.500€ ogni 20 giocate (senza considerare che a quel punto per fare un buon guadagno non sarebbe più necessario fare puntate di importo elevato…)”
(Confermato)
“Resta il fatto che la “probabilità oggettiva” non può essere calcolata con certezza, nemmeno dagli stessi bookmakers, ma resta un dato in buona misura opinabile (altrimenti potremmo conoscere sempre con assoluta esattezza il margine di guadagno o di perdita che si determinerebbe, alla lunga, su ciascuno degli esiti quotati).
Per contro, è assolutamente oggettiva la quota offerta, ed è su questa che dobbiamo poggiare le basi di tutto il ragionamento”
(Altrettanto Vero, considerato che il Calcolo della Probabilità (che è e rimane nel qualcosa ‘Soggettivo’, essendo un dato prettamente statistico (e nel qualcaso frutto di una situazione in evoluzione… si pensi per esempio a media o varianza, solo per dirne due). Ossia stiamo parlando di un Valore, continuamente influenzato e modificato ‘in divenire’, dal confluire di nuovi dati/risultati/elementi di INPUT, utili al termine del calcolo in se per l’OUTPUT)
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E tra quali Potenziali Esiti ?
- “Giocare l’esito più probabile è svantaggioso, ed è tendenzialmente tanto più svantaggioso quanto più squilibrate sono le quote dei diversi esiti; viceversa, scommettere “contro” l’esito più probabile significa aver intrapreso (ma non ancora completato) la strada giusta per invertire a proprio favore i rapporti di forza fra scommettitore e Banco”
(il ‘focus’ del Metodo illustrato dallo Scrivente è chiaramente proprio questo. Sulla Bontà di esso, non intendo esprimermi ma ne discuterò con sommo piacere con ognuno dei Lettori, se vorrete porre delle domande a riguardo nei commenti di questo articolo che è possibile rilasciare alla fine di esso)
“Per inciso, voglio aggiungere che ciò che sto scrivendo, anche se corrisponde a una sacrosanta – e dimostrabile – verità, non disturberà affatto i bookmakers, i quali, dall’alto della loro esperienza nel settore, sono ben consapevoli che la massa continuerà a giocare gli esiti più svantaggiosi; e quindi, paradossalmente, saranno inclini a “fare il tifo”per quei pochi scommettitori intelligenti che daranno loro una mano a calmierare l’esposizione finanziaria eccessiva sui “risultati facili”.
Del resto, conosco personalmente diverse persone (“giocatori d’azzardo” conclamati) che scommettono anche migliaia di Euro su under/over, doppia chance o altri esiti a bassissima remunerazione (puntando anche su quote inferiori a 1,20), o, peggio ancora, che giocano 15 o 20 partite facili, mentre ne conosco poche (a parte il sottoscritto ed altri pochissimi ‘matti’ che gli hanno dato retta e che – guarda caso – non hanno più cambiato idea) che sia disposto a giocare 10 Euro su un esito meno probabile con la prospettiva di intascarne 200 o anche di più!”
(su questa affermazione come ormai Vi sarà chiaro per quanto dettoVI, ci sarebbe a mio avviso parecchio da dire riguardo i Vantaggi e gli Svantaggi di cui è intriso il Discorrere. Le molteplici sfaccettature di queste affermazioni, non sono secondo me univoche e quindi tali da poter protendere verso un si o no, circa la bontà del riferirvicisi. In buona sostanza, quanto detto può condurre a diverse interpretazioni della Questione sul “COME SCOMMETTERE”. Ciò nel bene e nel male, ossia per come detto, sull’Opportunità o meno ed in che misura di adottare le soluzioni indicate, per la Faccenda e suggerite come EFFICACI e di Soluzione al Problema)
“Il problema è che le strutture mentali che ci caratterizzano risultano poco adatte a comprendere intuitivamente la probabilità. Peggio ancora: sono evidentemente portate ad avallare valutazioni assolutamente fuorvianti e spesso opposte alla realtà delle cose”
(Confermo e per analisi diretta e pluridecennale, nell’ambito)
“Nel caso specifico, il giocatore che scommette 1.000 Euro per vincerne magari 150, tanto per cominciare non è consapevole del fatto che quella vincita è calcolata in base a una netta sopravvalutazione della probabilità dell’evento (non sarebbe un male in sé scommettere 1.000 per vincere 150 se la probabilità dell’evento stesso fosse del 95%, ma lo è certamente se invece corrisponde a un 75%).Al contrario, spesso ritiene – qualche volta addirittura ne è convinto – di aver trovato un metodo infallibile per guadagnare soldi a palate… Incredibile ma vero !”
(Anche di questo mi sono potuto accertare di persona e a mezzo il mero calcolo matematico, nonchè ascoltando il modus operandi di molti Fruitori del Betting)
“L’equivoco nasce dal fatto che giocare su una “probabilità” favorevole aiuta, effettivamente, a vincere “spesso”, sicché anche nel caso di un 75% effettivo si andrà alla cassa mediamente 3 volte su 4 (il che aiuterà a consolidare la pericolosissima illusione di essere un “pronosticatore infallibile”). Non si fa quasi caso al fatto che in 3 di queste 4 volte si incassano 150 Euro (in totale, dunque, 450), mentre la quarta… se ne perdono 1.000!”
(penso che chiunque tra noi giochi da tempo sufficiente, si sia potuto rendere conto della veridicità ed esattezza della cosa e se è rimasto lucido – magari tenendo un foglio di calcolo – sul bilancio entrate/uscite. Una tale veridicità è appurata e manifesta)
“Esistono Bonus offerti generosamente dal Gestore (che non è scemo, ma invece sa bene come “spennare i suoi polli”). I “bonus” in realtà premiano la dabbenaggine dei giocatori più scarsi, quelli che non vogliono capire che moltiplicare le probabilità di più eventi matematicamente svantaggiosi significa esasperare questo svantaggio fino all’estremo limite, riducendo, per giunta, anche la probabilità di “vincere” (non certo quella di “guadagnare”, che era già esclusa in partenza)”
(Ampiamente smascherato e chiarissimo, sebbene e nonostante molti Scommettitori accecati dalla Brama di dover vincere a tutti i costi (spesso in euro ed a scapito delle loro tasche), fingano di non vedere o proprio per un discorso di pura patologia di cui già detto, oppure perchè non vedono proprio o non hanno mai proprio calcolisticamente (Statistica & Calcolo delle Probabilità) compreso/appreso/studiato, nella loro vita da Better)
“Il giocatore istintivo che punta sugli esiti più probabili tende a confondere la vincita con il guadagno”
(Quoto a 1000 !!!)
“Occorrerà quindi prediligere la ‘convenienza’, non la “probabilità”. Tornando al solito vecchio esempio: che vantaggio ho se vinco 3 volte su 4 ma complessivamente incasso meno della metà di quello che ho speso? E, per contro, che mi importa di vincere solo una volta su 12 se incasso 20 volte la posta giocata?“
(No comment ed inerentemente i Tempi di Ritorno, riguardo le Bolle Vincenti in definitiva, in relazione all’Arco Temporale ed alla Capacità di Scelta da parte dello Scommettitore, di eventi ‘Buoni’ rispetto a quelli ‘Cattivi’. Esso a parità di quota attendibile circa il Valore/Trend di Riferimento indicato a Parametro)
- “La convenienza (quando c’è!) risiede quasi sempre dove la probabilità non è molto elevata”
(Se Vinci più di quello che Scommetti, si !!!)
“Abbiamo la possibilità riequilibrare in maniera decisiva la situazione iniziale di “svantaggio matematico”, e in qualche caso a ribaltarla a nostro favore, fino alle estreme conseguenze”
(no comment)
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Meglio del 'Scommessa Sicura' !
“Il segreto di chi vuole intendere le scommesse non come gioco ma come strumento di guadagno deve essere quello di puntare solo sugli esiti che offrono un vantaggio, non su quelli che offrono “sicurezze”
(ciò è NUOVAMENTE E CONCETTUALMENTE, alla base della Teorizzazione illustrata dallo Scrivente, ma che io come Redattore del presente Articolo del Mio Blog, – l’ho già chiarito – non mi posso sentire di avallare O MENO, preventivamente e senza in mano risultati EFFETTIVI conseguiti, in margini temporali accettabili e che siano POSITIVI IN TERMINI DI RESA COSTI/BENEFICI)
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Ecco come Guadagnare !
“Basta affidarsi a una valutazione empirica e individuare le partite fortemente sbilanciate e puntare “contro” il segno più probabile (e in particolare “contro” i segni con quotazione inferiore a 1,30 o, meglio ancora, a 1,20), avendo cura di spuntare per ciascuna alternativa la quota migliore, utilizzando necessariamente bookmakers diversi (è difficile che tutte le alternative con le quote migliori siano offerte dal medesimo Gestore)”
(no comment a 1000 !!!)
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Schema della Vera "Scommessa Vincente":
1 “Aprire più “conti scommesse”, senza trascurare nessuno dei principali Gestori autorizzati dai Monopoli di Stato, ed anzi cercando di allargare la rosa anche a qualche bookmaker minore (purché sia regolare e affidabile e, al tempo stesso, offra quote competitive)”;
2 “Selezionare le partite più sbilanciate, privilegiando in particolare quelle in cui l’evento più probabile presenta – presso il Gestore più competitivo – una quota inferiore a 1,30”;
3 “Immaginando che l’esito più probabile sia il segno “1”, astenersi dal puntare tale segno e scegliere invece il miglior segno “x” e il miglior segno “2” quotato dai vari bookmakers cui si è affiliati (che non si troveranno quasi mai presso lo stesso Gestore)”;
4 “La ripartizione delle poste non ha eccessiva importanza: se il segno “x” e il segno “2” sono entrambi convenienti, possiamo approssimativamente ritenere che su entrambi si tenderà a guadagnare alla lunga e che la maggiore probabilità dell’uno possain qualche modo compensare la maggiore remuneratività dell’altro”;
5 “Per provare l’efficacia del metodo ed acquisire dimestichezza con il suo rendimento (ci si diverte pure!) è sufficiente – anzi, espressamente consigliato – investire solo piccole somme e poi, se mai, reinvestire una parte dei guadagni”.
(quelli su, i n.5 punti dell’Applicativo il Metodo di Gioco. Dell’Autore la Tecnica.)
“Nel caso specifico, immaginiamo di voler giocare 10 € per puntare a una vincita lorda di 45 €. Procederemo così:“
- “Puntiamo 7 € sul segno “x” (a 650) e 3 € sul segno “2” (a 1.500): se salta il segno “1”, contro il quale scommettiamo, incasseremo 45,5 € con il segno “x” e 45 € tondi con il segno “2””;
- “Con questa stessa puntata possiamo andare avanti per 4 tentativi, sapendo che al 1° colpo avremo un guadagno netto di 35 €, al 2° di 25 €, al 3° di 15 €, e persino al 4° colpo guadagneremmo 5 € (il 12,5% del nostro investimento complessivo di 40 €)”;
- “Se continuassimo a perdere, potremmo decidere, al 5° colpo, di raddoppiare la puntata su entrambe le chances (basterebbe molto meno, ma qui mi interessa soltanto proporre un esempio); potremmo andare avanti così per altri 2 colpi (il 5° e il 6°) con un esborso massimo di 80 € e la prospettiva di incassare almeno 90 €,con un guadagno netto di 10 € (sempre il 12,5% della somma totale messa in gioco fino a quel momento)”
(vedi sopra… e nel qualcaso come Applicazione Pratica ed a Titolo di Esempio)
“Per fare questo non bisogna scegliere partite a caso, ma andare a cercare quelle in cui:“
– Uno degli esiti (ipotizziamo il segno “1”) sia particolarmente favorito, e quindi presenti una quota particolarmente bassa;
– La differenza della quota relativa agli altri due esiti (ipotizziamo “x” e “2”) offerta da differenti Gestori risulti il più possibile accentuata;
– A quel punto è chiaro che occorre scartare il segno favorito (nell’esempio “1”) e puntare gli altri, scegliendo ovviamente per ciascuno di essi (“x” e “2”), il Gestore che offre la quota più alta.
(ecco come operare in definitiva e secondo lo Scrivente, per la Strategia di Scommessa illustrataci).
SIAMO AI SALUTI. GRAZIE PER LA VOSTRA ATTENZIONE E RICORDATE CHE PER COME DETTOVI, SE VOGLIAMO DISCUTERE ASSIEME IL CONTENUTO DI QUESTA TEORIZZAZIONE NON MIA, LO POSSIAMO FARE, GRAZIE AI VOSTRI EVENTUALI COMMENTI ALL’ARTICOLO, CUI SARO’ FELICE DI RISPONDERE.
ANCHE DALLO SCAMBIO DELLE IMPRESSIONI, NASCE LA FORMAZIONE DEL GIOCATORE/SCOMMETTITORE PROFESSIONISTA.
